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La stanza dei respiri

E dopo che un’altra giornata è scappata via veloce. Sei tornata in piscina; hai letto un’articolo testimonianza di una collega il cui padre è morto in nove mesi di tumore da amianto o asbestosi e non lo sapevi, e sei rimasta a bocca aperta e senza parole e non le hai detto niente; hai fatto il tuo dovere di cronista facendo le pulci all’assessore di turno; hai mangiato i cioccolatini al mandarino tardivo e finocchietto selvatico che il tuo amore ti ha lasciato per san valentino sul tavolo di cucina; hai cenato, davanti al pc, spulciando quello stupido sito dell’inps, scoprendo che ogni tua mossa – dall’assunzione della colf alle richieste di maternità – è registrata per sempre da un cervellone informatico (e già lo sapevi, ma vederlo è diverso); hai bevuto un paio di bicchieri di rosso 2010 del lago di Caldaro, in Trentino; hai ripensato a tuo nonno, che è morto solo 8 mesi fa e già paiono 8 anni fa, e ti fa rabbia che una vita si svapori in un nulla così eterno e ineluttabile come la morte.
Dopo tutti questi gesti e pensieri, che sono solo la più piccola parte dei gesti e dei pensieri della giornata, entri nella loro cameretta, dove dormono da prima che arrivassi a casa, e ascolti i due respiri. Ti siedi sul letto del grande, gli accarezzi il capino, lui dorme, sussulta, si risveglia appena e ti chiede Coscine di Pollo…Tu accenni la ninna nanna e ti viene voglia di chiudere gli occhi e sdraiarti lì, ancora vestita, accoccolarti a quel serafino e abbandonarti all’innocenza del sonno di un bambino.
Poi senti dei movimenti nell’altro lettino, e la guardi che muove le braccine e il capino mentre dorme, come un grande, si assesta, cerca la posizione, già vive la sua piccola vita in autonomia. E allora pensi che quei due serafini sono tuoi, certo, li hai messi al mondo tu. Ma non sono più tuoi dal momento in cui hanno emesso il primo gridolino, il primo pianto, e ti commuovi a pensare alle loro piccole vite che avanzano giorno per giorno. Con te che sei l’esempio, il nido, il rifugio della loro innocenza, ma presto sarai il trampolino di lancio per i loro voli nella vita. Come l’uccellino Cipì che impara a volare.
Sogni d’oro bambini. Tanto ci vediamo stanotte per l’acqua, il ciuccio, il lettone, il latte, il biberon, la pipì…..

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